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Info sui farmaci

I farmaci sono una risorsa importante per la nostra salute. L'importante è usarli bene. In questa sezione riportiamo informazioni relative ad aspetti prescrittivi, possibili effetti collaterali, raccomandazioni d'uso , reazioni avverse ecc..

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Effetti avversi da anticoagulanti

Eparine, eparinoidi
Le eparine sono glicosaminoglicani di origine porcina o bovina. Si dividono in:

  • eparina non frazionata, che inibisce il fattore IIa (trombina) e il fattore Xa, somministrata per via s.c. od infusione e.v. ed il cui antidoto è rappresentato dalla protamina per via e.v.;
  • eparine a basso peso molecolare, derivate dall'eparina non frazionata e della quale inibiscono gli stessi fattori, somministrate generalmente per via s.c. in 1-2 somministrazioni giornaliere;
  • fondaparinux, un pentasaccaride di sintesi che mima una sequenza presente nelle catene epariniche, che inibisce selettivamente il fattore Xa, dato per via s.c. in monosomministrazione giornaliera ed il cui antidoto è sempre la protamina solfato;
  • danaparoid sodico, un mix di glicosaminoglicani porcini (simile alle eparine), che inibisce maggiormente il fattore Xa rispetto alla trombina, somministrato per via s.c.

I loro principali effetti avversi sono rappresentati da sanguinamento, trombocitopenia e trombocitosi. Rare reazioni avverse includono necrosi cutanea nel sito di iniezione, reazioni di ipersensibilità, iperkaliemia, aumento delle transaminasi, priapismo e, se utilizzati in cronico, osteoporosi.
L'insufficienza renale riduce la clearance di tutte le eparine, aumentando il rischio di sanguinamento. I farmaci che aumentano il rischio di insufficienza renale possono, quindi, causare sovradosaggio di eparina.

Derivati dell'irudina
Desirudina, lepirudina, bivalirudina sono derivati dell'irudina, un peptide isolato dalla saliva della sanguisuga. Essi vengono somministrati per via s.c. o e.v. e manca un antidoto in caso di sovradosaggio.
Gli effetti avversi più importanti di questi farmaci sono rappresentati dal sanguinamento e dalle reazioni di ipersensibilità; inoltre essi vengono escreti attraverso i reni e l'insufficienza renale, per tale ragione, rappresenta un fattore di rischio per l'overdose.
Antagonisti della vitamina K
Gli antagonisti della vitamina K agiscono interferendo sulla sintesi dei fattori II, VII, IX e X della coagulazione. Il warfarin è l'antagonista standard della vitamina K. Gli antidoti per tali farmaci sono rappresentati dalla vitamina K (somministrata anche per via e.v., ma che necessita di parecchie ore per agire) e dai complessi protrombinici che sostituiscono i fattori della coagulazione e che agiscono più rapidamente rispetto alla prima.
Gli antagonisti della vitamina K possono causare sanguinamento di grado severo, danno d'organo di natura immunoallergica, necrosi cutanea e, raramente, vasculite e danno epatico, aborto spontaneo. Nel 6% dei casi si segnalano danni al feto (ipoplasia nasale, difetti epifisari, sanguinamento) se assunti dalla madre durante la gravidanza (nessun danno se la terapia viene sospesa entro la sesta settimana di gravidanza). I derivati dell'indanedione vengono escreti nel latte materno e, perciò, devono essere evitati nella madre che allatta al seno (trascurabili sono, invece, le quantità di warfarin ed acenocumarolo nel latte materno). Questi farmaci interagiscono con molti altri farmaci e cibi.
Altri anticoagulanti orali
Apixaban e rivaroxaban sono anticoagulanti orali che inibiscono il fattore Xa della coagulazione. Non c'è un antidoto, anche se i concentrati del complesso protrombinico possono contrastare il loro effetto. Il rivaroxaban interagisce con molti altri farmaci; esso, così come l'apixaban, viene eliminato per via renale e, perciò, un'insufficienza renale potrebbe causarne un'overdose.
Infine, il dabigatran inibisce il sito attivo della trombina; nemmeno per quest'ultimo farmaco esiste un antidoto.
Bibliografia

  1. Prescrire International 2013; 22: 102-103.

Fonte : http://www.farmacovigilanza.org/